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La musica come passione e professione

Incontro con il maestro Mirko Onofrio

Utente Editor Taverna-Scalo

da Editor Taverna-scalo

Docente

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È stata grande la partecipazione e l’interesse per l’incontro con il maestro Mirko Onofrio, ospite dell’IC Montalto Uffugo Taverna-Scalo in un evento dedicato al valore educativo e professionale della musica.
Ad aprire l’incontro – svoltosi questa mattina presso l’aula magna del plesso di Pianette – è stata la dirigente scolastica, Gemma Faraco, che ha rivolto un caloroso saluto al maestro, sottolineando quanto sia “bello e importante parlare di quella musica che per molti è ancora solo una passione, ma che può trasformarsi in un meraviglioso percorso lavorativo, così com’è stato per il nostro prestigioso ospite che qualche anno fa è stato docente nella nostra scuola”.
Fin dalle prime parole Mirko Onofrio ha saputo catturare l’attenzione degli studenti, scegliendo di partire da ciò che meglio conosce: “Il linguaggio della musica è quello che so gestire meglio ed è da lì che voglio iniziare”.
Da quel momento si è aperto un dialogo vivo e coinvolgente, caratterizzato da tantissime domande da parte degli studenti: dalla curiosità sul primo brano suonato, fino alla scoperta del desiderio di fare musica e trasformarlo in una scelta di vita.
Sempre puntuali e autentiche le risposte del maestro e polistrumentista, che ha raccontato con sincerità la bellezza ma anche le fatiche del percorso musicale, condividendo le sue esperienze come compositore, arrangiatore e direttore del Roccella Jazz Festival, oltre alle numerose collaborazioni artistiche.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al suo legame con la scuola e con gli studenti:
“Mi venite in mente nei momenti della mia vita e fate tutti parte di una grande famiglia che appartiene al mio immaginario collettivo. Siete voi studenti che mi consentite di essere vitale e vitalizzante quando scrivo musica”.
Non sono mancati momenti di riflessione sulla differenza tra l’insegnamento della musica e la performance sul palco: il primo guidato dalla ragione, il secondo dall’emozione, entrambi uniti dalla stessa passione.
Le parole sono state intervallate da brevi ma intense performance dal vivo, durante le quali il maestro ha suonato alcuni dei suoi strumenti, tra cui il flauto basso e il sassofono, regalando agli studenti un’esperienza ancora più coinvolgente.
Molto apprezzato anche il racconto della collaborazione con Brunori SAS, nata in modo spontaneo a seguito di un appello lanciato dal cantautore durante un’intervista radiofonica, a testimonianza di come nella musica le opportunità possano nascere nei modi più inaspettati.
In chiusura, un messaggio forte e attuale rivolto ai ragazzi: l’importanza dell’impegno, dello studio e della responsabilità personale nel proprio percorso di crescita senza lasciarsi ammaliare dalle nuove intelligenze artificiali perché “dobbiamo prima imparare a programmare noi stessi, studiare e impegnarci tanto, senza delegare alle nuove possibilità offerte dall’intelligenza artificiale che anche nella musica si stanno facendo prepotentemente strada”.
Un incontro – che rientra tra quelli promossi all’interno del percorso Orientiamoci – ricco di spunti, emozioni e ispirazione, che ha lasciato negli studenti il segno e ha ribadito il valore della musica come strumento di espressione, crescita e futuro.