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Il Professore Giuseppe Trebisacce dialoga con gli studenti

Le classi seconde della scuola secondaria di primo grado incontrano l'autore di Cicciarèlle. Come un romanzo.

Utente Editor Taverna-Scalo

da Editor Taverna-scalo

Docente

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Il ruolo della donna nel sud Italia raccontato attraverso la figura di Cicciarèlle; una donna tenace al centro di un racconto che fa da cerniera tra un passato non troppo lontano e un presente che ci sembra così diverso.
Per entrare nel vivo delle tematiche trattate all’interno del romanzo il professore Trebisacce ha sfruttato le tante domande rivolte dalle studentesse e dagli studenti della classi seconde della scuola secondaria di primo grado riuniti nell’aula magna del plesso in via Borsellino mercoledì scorso.
“Racconto che nasce per cercare di dare una risposta al dolore della scomparsa di mia madre avvenuta circa trent’anni fa – ha spiegato il docente universitario – . Da allora il romanzo è rimasto per tanti anni nel cassetto fino a quando, anche grazie a numerosi inviti ricevuti da parte di amici e familiari, ho deciso di pubblicarlo per rendere omaggio, attraverso le vicende di una, alle tante donne che hanno fatto la nostra storia con la loro semplicità e il loro coraggio custodendo i legami familiari, lavorando e crescendo i figli”.
Un romanzo “dedicato ai giovani per proporre loro una lettura, spero interessante e, soprattutto, per renderli edotti su un passato che non esiste più, attraverso il racconto di Beatrice, una donna della nostra terra”.
Poi la tematica dell’emigrazione trattata all’interno del romanzo “che produce dolore rompendo l’unità delle famiglie e della comunità anche se per molti si è rivelata una opportunità unica così com’è stato per il padre di Cicciarèlle che dall’Argentina ha sostenuto la famiglia per diversi anni”. Quindi, sempre rispondendo ad una delle domande rivolte dagli studenti, la spiegazione di come avvenivano le comunicazioni tra chi restava a casa e chi emigrava con “lettere che arrivavano circa un mese dopo essere state inviate e nelle quali ci si limitava a dare informazioni sullo stato di salute e sulle vicende principali che riguardavano la famiglia”. Una famiglia che grazie alla forza di Cicciarèlle trova un suo riscatto “non tanto per il suo destino personale, quanto per quello dei suoi figli che nel suo desiderio avrebbero dovuto avere una vita diversa rompendo così quello schema ripetitivo legato ai ritmi della terra e delle stagioni; una vita fatta di sacrifici e privazioni”.
Ampio spazio dedicato ancora al racconto di aneddoti e curiosità così come quello legato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la “stesura del finale di un racconto realizzato per magnificare le proprietà del mirto assaporato a suo tempo dall’imperatore Federico II di passaggio da Roseto Capo Spulico”.
A chiudere il momento di riflessione e confronto il ringraziamento del dirigente scolastico Gemma Faraco che ha sottolineato quanto appuntamenti come questo “concorrono a completare il nostro percorso formativo grazie al contributo di un docente universitario, autore di un volume che ci ha consentito di conoscere da vicino un pezzo significativo della nostra storia fornendo ai nostri studenti nuove piste di riflessione e confronto”.