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A confronto con la polizia di stato - 1

A confronto con la Polizia di Stato

Gli studenti della Scuola Secondaria di I Grado incontrano la Polizia di Stato per dialogare su Rischi e potenzialità del web - Bullismo e cyberbullismo.

Utente Editor Taverna-Scalo

da Editor Taverna-scalo

Docente

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Quanti di voi possiedono un profilo social?

È iniziato con una domanda volutamente provocatoria l’incontro della Polizia di Stato con le alunne e gli alunni delle classi seconde della scuola secondaria di primo grado dell’IC Montalto Uffugo Taverna-Scalo. La risposta è stata la quasi totalità delle mani alzate a testimonianza del fatto che la maggior parte degli studenti possiedono un profilo social “falsificando di fatto i dati relativi all’età che richiedono come soglia minima per la registrazione 13 anni” ha precisato Fabrizio Zavatto assistente capo coordinatore della Polizia di Stato in servizio presso la sezione della polizia cibernetica di Cosenza, che a presentarlo alle studentesse e agli studenti riuniti martedì scorso nell’aula magna del plesso di Pianette è stato il  dirigente Gemma Faraco che ha ricordato quanto sia fondamentale “essere informati circa le potenzialità offerte dai nostri smartphone, non dimenticando tuttavia le numerose insidie e i pericoli che si annidano all’interno del web
Da qui un’ampia parentesi dedicata all’utilizzo delle password che vanno custodite con cura perché “sono le chiavi d’accesso della nostra vita online” ha ricordato l’esperto poliziotto. Poi il confronto aperto con alunne e alunni circa la pericolosità di “”.
Quindi la differenza tra bullismo e cyberbullismo introdotta attraverso la tragica vicenda di Carolina Picchio umiliata, filmata e di conseguenza massacrata di insulti sui social. “Prima di questo terribile evento, che nel 2013 ha spinto una giovane ragazza a togliersi la vita, non esisteva il reato di cyberbullismo nel nostro Paese” ha ricordato l’agente Zavatto, che ha poi spiegato alle alunne e agli alunni quanto sia fondamentale “essere sempre accorti nell’utilizzo dello smartphone e dei social non inviando foto compromettenti e di rivolgersi prontamente, in caso di dubbi o difficoltà, a insegnanti, genitori e agli agenti della Polizia postale“.

A chiudere l’incontro un confronto aperto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale considerata molto utile dagli studenti per svolgere compiti e ricerche “ma che presenta tuttavia delle criticità legate al fatto che immagazzina informazioni restituendoci risposte il più delle volte esatte su diversi argomenti non consentendoci però di apprendere quanto dovreste imparare e che, ancora, spesso aiuta a creare contenuti falsi sfruttati per fare pericolosa disinformazione” ha sottolineato l’agente della Polizia cibernetica.

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